Questo testo è per il tecnico della filiera riabilitativa.
Una domanda importante è: Perché il problema muscolare, articolare o dolore si presentano? Ovviamente, muscoli e articolazioni fanno parte della struttura del corpo. Il dolore, invece, è una sensazione, e spesso contestuale, che fa parte della sfera mentale. Per capire il perché il problema si è presentato, proverò a darti un’idea di come funziona il movimento del corpo. Uno grande studioso del controllo motorio fu Nikolai Bernstein, che descrisse quanto segue: “Un movimento intero è composto da una serie di minuscoli movimenti discreti”.
Per analizzare un movimento specifico dobbiamo usare la misura del tempo. Diciamo che, per muovere la mano dalla posizione iniziale A fino alla posizione desiderata B, servano 3 secondi. In questo caso, una serie di movimenti discreti, della durata di pochi millisecondi, si sommano fino a raggiungere il movimento completo di 3 secondi. Un’altra affermazione di Nikolai Bernstein fu: “Basterebbe solo un singolo movimento discreto difettoso per compromettere l’intero movimento”.
Parlare delle osservazioni di Nikolai Bernstein è fondamentale se volete capire cosa fare per risolvere un problema articolare, muscolare o dolore. Se siete alla ricerca di migliorare il vostro know-how perché lavorate nella filiera della riabilitazione, allora dovreste sapere che il controllo dell’equilibrio è molto complesso ed è anche automatico. Quando pensiamo all’equilibrio, il sinonimo più semplice da mantenere in mente è la parola stabilità. L’equilibrio del corpo umano dipende da una stabilità ottimale di tutte le articolazioni del corpo. E anche qui Nikolai Bernstein ci ha fatto una grande lezione: “L’abbondanza articolare è il fardello più pesante per il controllo motorio, cioè per il cervello.”
LA TENSIONE MUSCOLARE e il MOVIMENTO BALISTICO
Come evitare i problemi articolari, muscolari e dolori?
Il movimento balistico è un’accelerazione che, una volta iniziata, non può essere controllata né modificata. Per le persone che si muovono sempre in fretta, diminuire un pochino la velocità dei movimenti può essere la soluzione risolutiva per il loro problema articolare o dolore. L’accelerazione del corpo è controllata anche tramite l’aumento della tensione muscolare, che sicuramente nel tempo porterà a dolore e degenerazione articolare. Se vogliamo usare il termine corretto per descrivere l’aumento della tensione muscolare, allora dobbiamo parlare di impedenza articolare, ovvero la relazione tra angolo articolare e stiffness muscolare.
Bisogna capire che la priorità del controllo motorio è il mantenimento dell’equilibrio. Prova ad immaginare questa situazione: Mentre scende le scale, non pensi mai a controllare l’equilibrio; Diciamo che sbagli la profondità di un gradino, solitamente il primo gradino; Quando il piede appena raggiunge la superficie del gradino che era, per esempio, 3 centimetri più basso senti una grande sensazione di leggerezza fisica e anche mentale. Sicuramente, ti è già successo. Quella sensazione si chiama attenuazione sensoriale, viene innescata perché l’organismo ha dovuto correggere l’equilibrio o la posizione del corpo. In questo esempio, l’attenuazione sensoriale avviene soltanto se il feedback sensoriale combacia perfettamente con il comando motorio (il contrario sarebbe sensazione di pesantezza, errore di posizione e dolore). Durante la fase di correzione di posizione, l’organismo risponde anche con l’aumento della rigidità articolare, cioè l’impedenza articolare.
Attenuazione Sensoriale e Eliminazione del Dolore
Oggi vado di corsa, è solo un modo per dire che cammini velocemente. Grande fregatura questa abitudine! Abbiamo capito che il movimento veloce è un movimento balistico che porta un aumento dell’impedenza articolare. Durante i movimenti veloci il nostro organismo riesce a tamponare la mancata correzione dei movimenti stessi con l’aumento dell’impedenza dell’articolazione, però fino ad una soglia. Raggiunta quella soglia, l’attenuazione sensoriale cessa di essere e il dolore diventa sempre più marcato. Avete capito bene, se c’è dolore c’è un problema di controllo motorio. Il processo degenerativo della struttura è conseguenza di un problema di controllo motorio. Perciò bisogna risolvere il problema alla radice per avere un beneficio a 360 gradi.
Quando un problema diventa più grave, invece di sentire solo il dolore, si avverte un impedimento nel fare le cose che prima erano garantite. Immagina il cammino: per camminare inclini il corpo in avanti e per recuperare l’equilibrio deve anticipare l’appoggio plantare facendo un passo in avanti; L’impedenza dell’arto del piede che è a terra aumenta naturalmente; Garantendo sostegno per la massa del corpo e un punto stabile per la manutenzione dell’equilibrio nell’appoggio monopodalico. Durante la locomozione è l’anticipazione del passo che garantisce la manutenzione dell’equilibrio. Esattamente, il controllo motorio funziona prevedendo il futuro. Il sistema nervoso centrale anticipa gli eventi che succederanno, esattamente come il passo che dobbiamo anticipare per la manutenzione dell’equilibrio durante il cammino.
Pensi di andare dritto, ma in realtà stai ruotando, proprio come una ruota tonda. Anche l’orizzonte ci sembra dritto, ma sappiamo che è curvo! Analizzando la geometria, gli arti inferiori, cioè le gambe, possono essere descritti come delle travi di sostegno del tronco. La combinazione di tre articolazioni: caviglia, ginocchio e anca permette di mantenere la stabilità del tronco, anche attraversando terreni in salita o in discesa. Perciò, gli arti inferiori muovono il corpo sull’asse traslazionale: a questo punto è facile capire che il controllo motorio del cammino si genera principalmente dall’articolazione dell’anca che è rotonda.
Il sistema nervoso centrale riesce a mantenere la stabilità fine di un segmento del corpo fino a una certa soglia che, una volta superata, quel segmento diventa difettoso presentando rigidità e dolore.
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Fino qui abbiamo capito che bisogna fare le cose con calma e con movimenti normali, principalmente se stai cercando di recuperare la tua buona condizione fisica. Però, se ritieni che ormai sia troppo tardi perché la tua condizione è di rigidità e dolore, sappi che esiste un trattamento che riporta il tuo corpo nella condizione di prima, perché è in grado di aiutarti già dalla prima seduta. Un frequente sbaglio è puntare tutto sulla chirurgia. Molto spesso, non serve un intervento drammatico: prova qualcosa di naturale che ti aiuta a stare bene con il corpo e anche con la mente.
Per risolvere un problema di rigidità articolare o dolore, è meglio prendere di mira la centralina, cioè il sistema nervoso centrale. La domanda legittima è: come fare? Per questo devi capire che il termine “processo di apprendimento” significa che il cervello impara il controllo motorio fine attraverso una specifica posizione o configurazione articolare che deve essere significativa per risolvere un problema specifico. Bisogna capire che il sistema nervoso centrale è provvisto di un meccanismo specifico, cioè un circuito neuronale, specializzato nell’apprendimento di una specifica abilità motoria elementare. Ho parlato del meccanismo neurale per il controllo dell’equilibrio e del cammino (ulteriori informazioni su questo argomento supera lo scopo del testo).
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Prima hai capito che un movimento veloce viene chiamato di movimento balistico e che il sistema nervoso non può controllarlo o modificarlo per ottimizzare la sua traiettoria. Al contrario, quando il movimento è lento una correzione della sua traiettoria avviene attraverso l’emissione di un movimento discreto. In questo esempio, il sistema nervoso può generare un movimento discreto soltanto se la velocità è sufficientemente bassa per l’elaborazione dei segnali sensoriali. Con altre parole, quando il movimento è sufficientemente lento, il sistema nervoso è in grado di rispondere generando un movimento discreto, i.e. un tempo di reazione (TR), capace di correggere la posizione o di recuperare l’equilibrio della persona. Un TR è misurato in millisecondi: il TR minimo osservabile nei movimenti articolari delle persone è di 150 millisecondi.
Il processo di apprendimento innesca una risposta del sistema nervoso, e ciò che osserviamo è un TR. Durante la fase di training del trattamento, parlo della Ricalibrazione Neuromuscolare, osserviamo un movimento discreto, cioè un TR, che viene generato per correggere la posizione della mano. Immagina un trattamento che insegna alla persona come controllare una posizione specifica della mano nello spazio, che è in rapporto con la posizione del bacino. Lo stimolo incondizionato (SI) è una forza tensile che viene trasferita nella mano della persona dopo un segnale. In questo caso la persona inizia a rispondere con anticipo, prima della presentazione dello stimolo incondizionato. Visto che l’articolazione gleno-omerale è sferica, dopo il trasferimento dello stimolo incondizionato la mano della persona accelera in un piano trasversale. Per correggere la posizione della mano il sistema nervoso centrale elabora un TR.
Abbiamo capito l’importanza della velocità del movimento in questo contesto. Se hai fatto attenzione, hai compreso che inizialmente la mano era in una posizione stabile, cioè ferma. Quando una forza esterna la disturba, si innesca un tempo di reazione. Per la prima volta, abbiamo un trattamento basato sul processo di apprendimento classico, descritto così:
SC + SI = RC – errore = RCd
SC = Stimolo Condizionato
SI = Stimolo Incondizionato
RC = Risposta Condizionata
errore = errore di posizione
RCd = Risposta Condizionata discreta
Fino ad oggi, nessun trattamento era riuscito a migliorare l’equilibrio di una persona; la Ricalibrazione Neuromuscolare è il primo trattamento in grado di portare risultati immediati, migliorando l’equilibrio e anche eliminando il dolore, oltre a risolvere una lista di problemi che cresce di giorno in giorno. Ivan Pavlov ricevette il Premio Nobel per aver scoperto il Condizionamento Classico. La Ricalibrazione Neuromuscolare è il primo trattamento basato sul Condizionamento Classico che utilizza una forza verticale come stimolo incondizionato – da Premio Nobel!
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